Caro dr. AMAG,

ho una domanda sulla mia Volkswagen T-Roc. Durante un viaggio in autostrada, dopo circa 1 ora e 15 minuti il display del cruscotto mi ha segnalato, con mia grande sorpresa, il messaggio „Riconoscimento stanchezza. Si raccomanda una pausa“. In che modo la mia T-Roc rileva in me una (presunta) stanchezza? La ringrazio molto per la risposta.

Gentile cliente,

grazie per la domanda. Un lieve senso di stanchezza può diventare rapidamente una fatalità alla guida di un’auto. La stanchezza riduce sensibilmente l’attenzione e la reattività e anche i cosiddetti colpi di sonno rappresentano un pericolo reale. Per quanto si cerchi di contrastarli, talvolta è inevitabile chiudere gli occhi anche solo per un brevissimo istante, un istante che può durare diverse centinaia di metri. Il pericolo è particolarmente elevato durante la stagione delle vacanze, con le troppe poche ore di sonno, i bambini che gridano sul sedile posteriore e la monotonia della guida in autostrada. Inoltre, molte persone scelgono di partire presto la mattina per evitare le code. Più lungo è il viaggio, maggiore è la probabilità che l’attenzione alla guida diminuisca. Infatti, il tempo di reazione dopo quattro ore di guida si riduce di circa la metà.

E anche il passeggero più attento di solito non riesce a evitare un brevissimo pisolino. Per questo motivo, specialmente i modelli di auto più recenti sono dotati di un sistema di rilevamento della stanchezza. Nei modelli VW e Audi, il sistema rilevamento della fatica, anche chiamato „raccomandazione di pausa“, è integrato di serie. Questo assistente del veicolo analizza costantemente il comportamento del conducente a partire da un tempo di guida di 15 minuti. Se, ad esempio, non si utilizza il volante a lungo per poi muoverlo all’improvviso, questo può rappresentare un segno di stanchezza e di diminuzione della concentrazione.

Nel caso di una VW, il comportamento di guida del conducente viene analizzato a partire da una velocità di 65 km/h. In questo caso viene considerato l’angolo di sterzata, oltre che l’utilizzo del pedale, il battito delle palpebre del guidatore e l’accelerazione trasversale (l’accelerazione in uscita da una curva). Questi parametri vengono confrontati con i dati riguardanti l’uso di elementi di regolazione e di comfort, come ad esempio l’utilizzo dell’impianto di climatizzazione o del cellulare, tenendo conto dell’orario e della durata di guida. Se i risultati dell’analisi riscontrano stanchezza, il conducente riceve il messaggio di segnalazione di cui parli accompagnato da un segnale acustico. Se il conducente non effettua una pausa dopo 15 minuti o non adatta il suo comportamento di guida, il messaggio viene ripetuto.

Il mio consiglio: anche se non si avvertono ancora i segni della stanchezza, è raccomandabile effettuare una breve pausa per prendere un po’ d’aria e sgranchire le gambe.

Come sempre buon viaggio e guida con prudenza!

 


Altri articoli del blog sull’argomento:

Dott. AMAG: Come vengono transportate le biciclette elettriche?

Dott. AMAG: Quali misure di precauzione è bene adottare per il transporto di animali domestici in auto?

Dott. AMAG: In che modo un veicolo misura la temperatura esterna?

Dott. AMAG: Come faccio a controllare la pressione degli pneumatici?

Dott. AMAG: Come faccio a rabbocare lolio motore?

Dott. AMAG: Quali norme della circolazione stradale vengono introdotte nel 2019?

Dott. AMAG: Le auto elettriche non possono essere utilizzate in inverno?

Dott. AMAG: Quando devo accendere i fari fendinebbia?

Il dott. AMAG

Sul blog di AMAG, il «dott. AMAG» risponde alle domande riguardanti l’automobile. Domande quali, ad esempio, come trattare i rivestimenti dei sedili, il trasporto di animali domestici e anche come comportarsi in caso di panne.

Hai una domanda per il dott. AMAG? Inviala a: social.media@amag.ch

 

Non ci sono ancora commenti.