Viviamo in tempi turbolenti. Non solo a causa del coronavirus. Semplicemente, siamo esseri occupati, dobbiamo farci stare di tutto nella nostra vita quotidiana. Ci poniamo degli obiettivi e svolgiamo numerose attività contemporaneamente. C’è una parola per questo: multitasking.

Il multitasking può essere un talento, ma anche un pericolo. Soprattutto nel traffico stradale. Questo pericolo è particolarmente marcato se si è al volante. Secondo la psicologia, il multitasking definisce coloro che svolgono due o più mansioni contemporaneamente e, con queste azioni, perseguono obiettivi diversi. Quindi i processi decisionali si sovrappongono nel cervello, aumentando il tempo di elaborazione e il tasso di errore. E gli errori in strada hanno spesso gravi conseguenze.

Anche la guida si caratterizza per una molteplicità di azioni da compiere allo stesso tempo, ma non si tratta di multitasking dal momento che i diversi compiti hanno lo stesso obiettivo, ossia, muoversi nel traffico in modo efficiente e senza incidenti. Se ci concentriamo sulla guida del veicolo e sul traffico, allora questo processo, questa coordinazione di azioni diverse con lo stesso obiettivo, funziona quasi in automatico senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Attraverso la pratica e l’esperienza acquisiamo quindi la sicurezza necessaria nel traffico stradale e aumentiamo così la possibilità di arrivare sempre a destinazione in sicurezza e senza incidenti.

La distrazione è la causa numero 1 degli incidenti

Quindi, il motivo per cui il multitasking al volante non è una buona idea è ovvio. Se siamo impegnati in un’altra attività con un obiettivo diverso dalla manovra del veicolo, tale azione aggiuntiva ci distrae e rallenta di svariate volte la nostra capacità di reazione. Ciò determina un drastico aumento del rischio di incidenti, come si evince anche dalle statistiche. Secondo l’Ufficio prevenzione infortuni (UPI), «la disattenzione e la distrazione» sono responsabili di un buon terzo degli incidenti con feriti gravi e morti sulle strade svizzere degli ultimi cinque anni (si veda la figura 1). Inoltre, si presume che per la seconda causa più frequente di incidenti, ossia il «mancato rispetto del diritto di precedenza», una forma di distrazione sia stata spesso alla base dell’infrazione. Questo non è dimostrato chiaramente nelle statistiche sugli incidenti dal momento che il motivo del mancato rispetto della precedenza non è sempre registrato nel verbale dell’incidente. Quindi, la percentuale di distrazione effettiva è probabilmente ancora più alta di quella riportata nelle statistiche.

La disattenzione è la prima causa di incidenti gravi subiti da persone negli ultimi cinque anni (Sinus 2020 , pagina 30)

Cosa è permesso al volante e cosa no

Quando siamo in viaggio in macchina, siamo costantemente tentati da mille distrazioni. Una rapida occhiata allo smartphone, un morso al panino o una conversazione vivace con i compagni di viaggio. La lista è lunga. Ci tenta soprattutto la brevità dell’azione e la fiducia nelle nostre capacità, fiducia che a volte, purtroppo, risulta errata. Spesso poi siamo fortunati e molte distrazioni non si traducono necessariamente in conseguenze negative, ma questo non significa che siano permesse o che corrispondano a uno stile di guida sicuro. Se chiedete alla polizia, non esistono attività secondarie durante la guida sempre consentite. «Tutto ciò che in un determinato momento appare poco problematico può comunque tramutarsi in un pericolo in un’altra situazione di traffico», spiega Dominic Jakob, responsabile della tecnologia del traffico presso la polizia cantonale di Soletta. «Nella valutazione della polizia risulta determinante non tanto ciò che viene fatto, bensì il grado di distrazione che ne risulta e la possibile reazione di chi guida all’imprevisto». Ad esempio, mangiare una mela in autostrada con poco traffico è quindi più accettabile che tenere un caffè caldo in mano. Diversamente da una bevanda calda, la mela può essere facilmente gettata in caso di emergenza.

Nel suo lavoro quotidiano, la polizia riscontra una grande varietà di distrazioni: regolare le impostazioni dell’infotainment, mangiare, bere, consultare i documenti di trasporto o il giornale, radersi e truccarsi. Di tanto in tanto viene scoperto persino un pasto caldo in grembo ai conducenti. Non sorprende che la distrazione causata dal telefono cellulare sia il leader assoluto in tal ambito. Non tanto le classiche telefonate con l’apparecchio all’orecchio, bensì la lettura e la composizione di messaggi. «Il pericolo che si corre scrivendo messaggi al volante è ovviamente enorme, poiché si toglie lo sguardo dalla strada per diversi secondi. Il conducente avanza quindi alla cieca e non è in grado di reagire agli imprevisti sulla strada», spiega Dominic Jakob. E anche fare chiamate con un sistema a mani libere può rappresentare un problema. «Anche se è consentito dalla legge, una conversazione troppo emotiva distoglie naturalmente la concentrazione dalla strada. E lo stesso vale anche per le conversazioni con i compagni di viaggio. Se una conversazione diventa troppo concitata, chi è al volante si distrae. Se individuiamo una situazione di questo tipo interveniamo subito!»

Quali multe sono previste?

Se la polizia vede utenti della strada distratti, emette una multa. Quindi cosa dice la legge su cosa viene multato e cosa è permesso durante la guida? L’Ordinanza concernente le multe disciplinari (OMD) è chiara solo su un punto a questo proposito: è proibito «l’impiego, durante la guida, di un telefono senza dispositivo ‘mani libere’», azione per cui il catalogo delle multe prevede una sanzione di 100 franchi. A parte questo, però, la legge rimane vaga, altre multe per gli utenti della strada distratti non sono definite nell’ordinanza sulle multe disciplinari. Naturalmente, questo non significa che non ci siano multe per le altre forme di distrazione. Le definizioni della Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr) e dell’Ordinanza sulle norme della circolazione stradale (ONC) devono essere osservate e seguite:

«Il conducente deve costantemente padroneggiare il veicolo, in modo da potersi conformare ai suoi doveri di prudenza» (art. 31, LCStr).

È importante anche ciò che dice l’articolo 3 dell’Ordinanza sulle norme della circolazione stradale (ONC) per quanto riguarda la manovra dei veicoli:

«Il conducente deve rivolgere la sua attenzione alla strada e alla circolazione. Egli non deve compiere movimenti che impediscono la manovra sicura del veicolo. Inoltre la sua attenzione non deve essere distratta in particolare né da apparecchi riproduttori del suono né da sistemi di comunicazione o di informazione» (art. 3, ONC).

A prima vista, queste spiegazioni potrebbero non aiutare molto, perché i due articoli sono molto generici.

Dominic Jakob, responsabile della tecnologia del traffico presso la polizia cantonale di Soletta

Eppure contengono un’indicazione fondamentale alla quale tutti gli utenti della strada possono, anzi devono, orientarsi: durante la guida, i conducenti non devono impegnarsi in nessuna attività secondaria che impedisca loro di prestare sufficiente attenzione alla strada e di essere in grado di reagire agli imprevisti! Nella valutazione delle situazioni di circolazione, questo non è sempre facile per la polizia: «Non cerchiamo le distrazioni. Ma se vediamo che gli utenti della strada sono troppo distratti da un’attività secondaria, interveniamo naturalmente prima che succeda qualcosa. Allo stesso modo, fermiamo l’auto interessata se qualcuno non riesce a mantenere la corsia o provoca una colonna. Ci basiamo su indicazioni chiare come queste», così Dominic Jakob descrive la prassi della polizia.

La distrazione alla guida può comportare una denuncia

Se la polizia ritiene che un utente della strada sia troppo distratto, può quindi infliggergli una multa di 100 franchi solo nel caso di «telefonate senza dispositivo ‘mani libere’’» e risolvere il caso sul posto. «In tutti gli altri casi, stendiamo un verbale e si arriva a una denuncia e a una valutazione da parte dell’ufficio del procuratore. Le multe vengono in seguito emesse sulla base delle circostanze e del pericolo», aggiunge Dominic Jakob. «A riguardo si tratta sempre di casi individuali, difficilmente si trovano due casi identici. In quest’ambito c’è maggiore spazio di discussione che nel caso di una misurazione radar. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, il procuratore segue le raccomandazioni della polizia».

È chiaro che saranno inflitte multe superiori ai 100 franchi se un conducente viene denunciato alla polizia. Per evitare che questo accada, è quindi consigliabile seguire l’Ordinanza sulle norme della circolazione stradale. Quindi, non ci si dovrebbe nemmeno porre la domanda se qualcosa è consentito o meno. Ciò che conta è quanto l’attività distoglie l’attenzione dal traffico e in che modo saremmo in grado di reagire a un imprevisto. Si tratta di una questione di sicurezza per noi stessi e del rischio per gli altri utenti della strada. Spesso basta anche seguire il buon senso. Tuttavia, come dimostra la pratica, questo buon consiglio a volte viene scordato al volante.

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con RoadCross Svizzera

Alcuni esempi di sentenze giudiziarie

Questo è permesso:

  • Leggere un giornale in un ingorgo (6P.68/2006)
  • Guardare brevemente il cruscotto per consultare la velocità (1C_183/2016)
  • Tenere il cellulare in mano per poco tempo senza guardarlo (6B_1183/2014)
  • Utilizzare un telefono con dispositivo mani libere (6B_1183/2014)
  • Mangiare una mela (6B_1183/2014)
  • Fumare (6P_1183/2014)

È vietato durante la guida:

  • Scrivere su un foglio di carta mentre si guida, azione durante la quale lo sguardo è temporaneamente distolto dalla strada (1C_566/2018)
  • Tenere un foglio di carta in mano e guardarlo per diversi secondi (1C_422/2016)
  • Utilizzare i comandi manuali dell’autoradio o del sistema di infotainment
  • Tenere il telefono tra l’orecchio e la spalla (6P.68/2006)
  • Cambiare musica sul proprio cellulare e darvi un’occhiata veloce (1C_470/2020)
  • Scrivere o leggere un SMS (6B_666/2009)
  • Prendere in mano il navigatore e guardarlo per un breve momento (1C_183/2016)
  • Inserire un indirizzo nel sistema di navigazione (come per 6B_666/2009)
  • Bere una bevanda calda o mangiare un pasto caldo
  • Sistemarsi i capelli o truccarsi (1C_564/2019)
  • Fare telefonate senza apparecchio vivavoce (multa amministrativa di 100 franchi)

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